Amneris Latis

Le donne negli anni Cinquanta lavoravano. L’Italia aveva appena superato i primi anni difficili del dopo guerra e stava avviandosi verso il boom economico e demografico degli anni Sessanta. Le donne lavoravano almeno fino al matrimonio e alla nascita dei figli, poi, di solito, si occupavano della famiglia; alcune continuavano a lavorare, spesso per necessità, talvolta per passione.
Amneris Latis appartiene a quest’ultima categoria.

 

Nata a Massagno, in Ticino, il 25/02/1924, terminata la scuola professionale a Lugano negli anni Quaranta diviene praticante presso la “Gazzetta Ticinese”, poi giornalista. Nel 1946 sposa Mario Latis e si trasferisce a Milano continuando a lavorare per la Radio Svizzera Italiana.
Nel 1954 inizia la sua collaborazione con La Rinascente, dove, nel 1956 le verrà affidata la direzione artistica della prima tra le grandi mostre (le “Grandi Manifestazioni”) dedicate al costume e all’artigianato dei diversi paesi del mondo che caratterizzarono l’offerta commerciale e culturale del grande magazzino nel periodo.
La prima mostra dedicata al Giappone nel 1956 ha uno straordinario successo e è seguita da quelle sulla Gran Bretagna (1957), sull’America (1958), sull’India e Thailandia (1959), sul Messico (1960), sulla Spagna (1963) e sugli Indios (1964).
Nominata direttore dell’Ufficio Pubblicità, oltre a ideare campagne pubblicitarie con i fotografi e i grafici che segnarono la storia della comunicazione italiana (Serge Libis, Giancarlo Iliprandi, Max Huber, Lora Lamm, Roberto Sambonet), continua ad assistere i compratori nell’ideazione di occasioni commerciali.

 

Il rapporto con La Rinascente si conclude nel 1964 e da quel momento Amneris Latis si dedica alla libera professione.
Il piccolo fondo archivistico incentrato sulla sua collaborazione con La Rinascente, oggi donato al CASVA dalla figlia Silvia Latis, consente di indagare le scelte strategiche operate da La Rinascente per la promozione dei propri prodotti, attraverso la produzione di manifestazioni e campagne pubblicitarie che, per merito del loro carattere innovativo, contribuirono in maniera consistente a quel processo di svecchiamento e internazionalizzazione della cultura italiana che iniziò ad attuarsi sul finire degli anni Cinquanta e portò al riconoscimento internazionale della moda italiana e del made in Italy nei decenni successivi; la sostanziale assenza di documenti d’archivio originali conservati da La Rinascente rende queste testimonianze ancora più preziose.