Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi

Jonathan De Pas (Milano, 1932 - 1991) si laurea presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Milano nel 1959; dopo un collaborazione con Marcello Nizzoli, nel cui studio ha modo di conoscere il modellista Giovanni Sacchi, avvia un proprio studio nel 1960 con Vittorio Bozzoli, a cui si aggiunge poco dopo Donato D’Urbino.

 

Donato D'Urbino (Milano, 19 novembre 1936-) è figlio dell'architetto Manfredo D'Urbino, autore di numerosi edifici milanesi e, dopo la seconda guerra mondiale, della ricostruzione della sinagoga in via Guastalla 19, con Eugenio Gentili Tedeschi; è compagno di studi di Jonathan De Pas con cui, dopo aver svolto ancora studente un breve periodo di praticantato presso lo studio di Augusto Magnaghi e Mario Terzaghi, inizierà subito a collaborare.

 

Paolo Lomazzi (Milano, 21 febbraio 1936-) studia presso l'Athenaeum, l'École internationale d'architecture & design di Losanna negli anni 1955-56, dove conosce Alberto Sartoris che avrà una forte influenza sulla sua formazione. Svolge il tirocinio nello studio di Giulio Gianoli, per poi concludere il suo apprendistato nel 1957, lavorando nello studio BBPR a Milano. Nel 1958 fonda con Lorenzo Raschi e Carlo Iachino lo Studio S.24, in via Solferino 24, a cui seguirà lo studio insieme alla moglie, l’architetto Carla Scolari, nello stabile in via Rossini, dove conoscerà anche Jonathan De Pas e Donato D'Urbino. Nel 1966 nascerà così il sodalizio De Pas - D'Urbino - Lomazzi al quale collaborano inizialmente Carla Scolari, Vittorio Bozzoli e, dal 1967 al 1969, anche Vittorio Decursu.

 

Il gruppo si occuperà di architettura, interni, esposizioni e industrial design, distinguendosi grazie ad un approccio al progetto anticonvenzionale e ironico, che risente delle tendenze pop degli anni Sessanta.

Già nel 1965, pur non essendo ancora costituiti in un unico gruppo, De Pas, D'Urbino, Lomazzi, Scolari e Bozzoli esordiscono partecipando alla mostra-concorso “Selettiva del mobile di Cantù” con un progetto in aperta polemica con i termini del concorso stesso: se il concorso infatti chiedeva di proporre un arredamento per una camera completa, il gruppo presenta un progetto di mobili singoli componibili corredato da una relazione/manifesto in aperto contrasto con la richiesta.

Da qui si delineerà una via di ricerca sul design assolutamente originale che porterà i tre a divenire tra i massimi interpreti del “made in Italy” a livello internazionale, affermandosi come esponenti del design anticonvenzionale di tendenza pop.

 

Importanti sono le loro ricerche sulle strutture pneumatiche: celebre è la poltrona Blow (Zanotta, 1967), il tunnel pressostatico realizzato per la XIV Triennale di Milano del 1968, la cupola pressostatica alla 2° Eurodomus di Torino del 1968, il progetto del padiglione, per il Concorso nazionale per il Padiglione Italiano alla Esposizione Universale di Osaka del 1970.

 

Negli anni Settanta progettano alcune delle icone del design italiano: il divanetto Joe (Poltronova, 1970) e l’appendiabiti Sciangai (Zanotta, 1973), ispirato alle bacchette dell’omonimo gioco, con cui vincono il Compasso d’oro nel 1979.

Negli anni Settanta e Ottanta, oltre a realizzare edifici industriali e residenziali, affrontano il tema del prodotto industriale rivolgendosi a più settori dalla casa all'ufficio, dai luoghi di vendita alle esposizioni. Collaborano così con alcune tra le più note aziende italiane, tra le quali: Acerbis, Artemide, Arthema, Alessi, BBB Bonacina, Bellato-Pallucco, Bonacina Pierantonio, Bonaldo, Cassina-Marcatre, Driade, De Padova, Carlo Giannini, Lualdi Porte, Lumina Italia, MDF Italia, Naos, Valli & Valli, Poltronova, Quattrocchio, Robots, Scavolini, Stilnovo, Tonelli, Zanotta, Zerodisegno e, all'estero, Roset e Koizumi.

 

Per la loro attività ed i loro progetti ricevono numerosi premi e riconoscimenti, tra i quali oltre al Compasso d'Oro (Milano, 1979) per l'appendiabiti Sciangiai per Zanotta e il Compasso d’oro alla carriera nel 2018, il BIO 7 (Biennale del Design, Lubiana 1977) e il BIO 9 (Lubiana, 1981), il Design Award Winner (Hannover, 1998) e il Wallpaper Design Awards ("Best Domestic Design", 2009) per il tavolino Saturno per De Padova.

All’attività progettuale uniscono quella teorica, attraverso l’Associazione per il Disegno Industriale (ADI), e quella didattica al Politecnico di Milano e allo IUAV di Venezia.

Loro opere sono presenti nelle collezioni permanenti di vari musei, tra cui il Museum of Modern Art di New York, il Victoria & Albert Museum di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e la Triennale di Milano.

Nel 1991 Jonathan De Pas è venuto a mancare, ma D’Urbino e Lomazzi hanno continuato a condividere l'attività fino al 2016, anno di chiusura definitiva dello studio.