Fredi Drugman

Laureatosi nel 1951 al Politecnico di Milano, Fredi Drugman fino agli anni Ottanta ebbe un’intensa attività di architetto e di urbanista, partecipando alla costruzione di interi quartieri nella fascia esterna dell’area metropolitana milanese - come le case in cooperativa a Muggiò, Monza e Sesto san Giovanni - e a Brescia nel quartiere Badia per l’Ina Casa, progettato in collaborazione con Piero Bottoni e Lucio Stellari D’Angiolini.

Dal principio degli anni Ottanta il suo interesse si sposta verso la museografia, di cui analizza in particolare gli aspetti legati all’architettura, al territorio e all’idea di museo diffuso. Dal 1984 è titolare del corso di Allestimento e Museografia e direttore dei corsi di specializzazione istituiti dal Politecnico di Milano. Significativi i progetti per il Museo e la biblioteca della comunità montana della Valchiavenna (1976-1983), la ristrutturazione a centro sociale e culturale della villa Belvedere a Macherio (1981-1986), il restauro della Torre comunale di Garlasco e la sistemazione esterna del santuario della Madonna delle Bozzole (1981-1994).

L’archivio si compone di un interessante corpus grafico relativo all’attività professionale svolta tra il 1951 e il 1994 (quantificabile in 126 progetti di architettura e urbanistica), a cui si affiancano l’attività di ricerca, l’attività didattica e l’attività politica, aspetti tutti che formano un complesso coerente nella vicenda personale di Fredi Drugman.