Luciano Baldessari

Luciano Baldessari (Rovereto, Trento 1896-Milano 1982) ebbe la sua prima formazione in campo artistico e partecipò al movimento futurista in Trentino; trasferitosi poi a Milano nel 1922 si laureò in architettura al Politecnico.

Nel gennaio del 1923 si trasferì a Berlino, dove lavorò in qualità di scenografo per il teatro e si dedicò parallelamente alla pittura e al disegno. Tornato in Italia nel 1926 iniziò una stagione di attività architettonica nel segno del razionalismo. Tra i progetti più interessanti di questo periodo citiamo l'allestimento della Mostra della Seta a Villa Olmo (Como) nel 1927; il Padiglione Bernocchi alla X Fiera Internazionale di Milano per cui realizza il manichino metallico "Luminator" (1929); il bar Craja con la collaborazione di Luigi Figini, Gino Pollini, Fausto Melotti e Marcello Nizzoli; il Padiglione della Stampa alla V Triennale (1933); due sale per l'Esposizione dell'Aeronautica Italiana al Palazzo dell'Arte di Milano (1934).

Dal 1939 alla fine della Seconda Guerra Mondiale soggiornò a New York dove realizzò scenografie per il teatro e opere pittoriche e grafiche.

Tornato a Milano, progettò l'atrio e lo scalone d'onore alla IX Triennale di Milano (1951), che comportò la "regia" delle opere di numerosi artisti invitati a partecipare (fra cui Crippa, Dova, Milani, Rossi, Radice). In quest'occasione Lucio Fontana realizzò il suo celebre "cirro luminoso", sospeso sul soffitto dello scalone d'onore, oggi esposto al Museo del Novecento di Milano. Dal 1951 al 1956, Baldessari fu incaricato dalla Breda di progettare i padiglioni alla Fiera Internazionale di Milano: l'architetto chiamò a collaborare Lucio Fontana (1953 e 1954), Attilio Rossi (1954) e Umberto Milani (1954). Notevolissimi furono gli allestimenti di mostre d'arte: quella su Van Gogh a Palazzo Reale di Milano (1953) e quella sul Risorgimento Mantovano alla Casa del Mantegna di Mantova (1952), in collaborazione con Attilio Rossi; quelle su Rembrandt e il Seicento Olandese (1954), su Arte e Civiltà Etrusca (1955) e su Modigliani (1958) a Palazzo Reale, dove, in collaborazione con l'architetto Zita Mosca – sua collaboratrice dal 1969 e in seguito sua moglie -, realizzò anche le mostre su Roberto Crippa (1971), Lucio Fontana (1972) e la mostra La ricerca dell'identità (1974).