Roberto Sambonet

Fondamentale per la formazione culturale e artistica di Roberto Sambonet (Vercelli 1924-Milano 1995) fu il soggiorno tra il 1948 e il 1953 in Brasile, dove collaborò con Pietro Maria Bardi, direttore del Museu de Arte de Sao Paulo. In questo stesso periodo strinse amicizia con lo psichiatra Edu Machado Gomes, e frequentò per sei mesi il manicomio di Juqueri, esperienza da cui trasse una galleria di ritratti dei malati ricoverati, più tardi pubblicata in due volumi. Il metodo di lavoro di Sambonet, sistematico e sperimentale, riconoscibile tanto nella produzione artistica, quanto nella creazione delle celebri forme di design, formatosi durante l’esperienza brasiliana, si confermò nella conoscenza di Alvar Aalto e della sua opera. Negli anni Cinquanta, tornato in Italia, iniziò a collaborare con La Rinascente, a cui si aggiunsero successivamente varie ditte manifatturiere, oltre alla ditta di famiglia, la francese Baccarat, la Bing & Grondhal di Copenhagen, il Cotonificio Cantoni di Milano, la Richard Ginori, la Seguso Murano, la Kleis. Per tutte disegnò oggetti che passarono alla storia del design e che, spesso, gli valsero premi e riconoscimenti (tra tutti, ricordiamo il Compasso d'Oro nel 1956, 1970, 1979, 1995 e il Gran Premio della Triennale nel 1960). Opere di Roberto Sambonet sono esposte nei più importanti musei del mondo, come la Pesciera al MOMA di New York.